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Daniele e la musica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto ha avuto inizio quando, all'età di 7 anni, Daniele intraprende lo studio del pianoforte con il M° Maria Teresa Sparano: e' l'inizio di una grande avventura e di un amore per il piano e le 7 note che, di giorno in giorno, è divenuto sempre più vivo e forte.
Prosegue lo studio con i Maestri Giusy Ambrifi e Giuseppe Carpano, e, fin dall'inizio, comincia ad esibirsi con il suo amato pianoforte, presentando di volta in volta un repertorio sempre più ampio e coinvolgente: classico, contemporaneo e napoletano.

Nel periodo di studio con il M° Sparano riceve numerosi attestati di stima e riconoscimenti che ne fanno una giovane promessa del panorama pianistico casertano. Eppure, Daniele non riesce ad essere felice: non sente di mostrarsi agli altri per quello che realmente è. Il palco buio, lo stare da soli con il pianoforte, quell'attimo di silenzio prima dell'inizio di un brano, rappresentano per lui emozioni indelebili così come le splendide composizioni con cui si cimenta. Mai potrà dimenticare quegli instanti; ma, col passare degli anni, quel modo di essere freddo e formale della musica classica, che solo oggi, apre uno spiraglio ad una piena e completa partecipazione del pubblico; i rigidi schemi con cui un pianista deve presentarsi a coloro che desiderano ascoltarlo, diventano per lui qualcosa di vincolante.
Sentire il calore di chi ascolta la musica per sincera passione, vivere l'emozione di perdersi completamente in un'atmosfera sempre diversa e fatta di luci, ombre, ora calma e d'improvviso frenetica, sono desideri che pian piano si fanno strada nella mente di Daniele, che, pur non lasciando lo studio del pianoforte, comincia a cercare nuovi stimoli.

Si avvicina al teatro e alla scrittura, alla musica leggera, al rock, al metal. Comincia a dipingere e a presentarsi con una veste diversa: ora pianista, ora tastierista, poi chitarrista e percussionista e di nuovo e per sempre col suo primo amore che nel frattempo si è aperto alle vecchie/nuove tecnologie del synth. 

Tanta è l'esperienza progressivamente maturata e tante sono le storie che potrebbe raccontare. Anni e anni di gavetta che lo portano a conoscere persone sempre diverse, alcune oneste, altre molto meno, e ad avvicinarsi sempre più al cuore della musica: quell'immensa mole di appassionati che farebbe qualsiasi cosa in nome di 7 note che li trasporti di volta in volta in una storia e in una emozione diversa. Persone non spinte dal denaro o dal desiderio della gloria ma semplicemente dall'amore.

Nel 2002, una malattia, che lo costringe alla inabilità fisica per diversi mesi, lo spinge a riflettere e ad operare una grande scelta: la musica, la scrittura, il teatro, la pittura sono arti dal potere comunicativo enorme eppure non complete in sè e per sè. Se le note giungono veloci e dirette all'orecchio di chi ascolta, generando forti emozioni, la vista e l'immaginazione possono completare quell'esperienza e renderla ancora più significativa.
E allora perchè non unire tutte le arti insieme?
Perchè non raccontare storie che potessero vivere nella musica, rivivere nella scrittura e nella pittura e completarsi con un'unico grande spettacolo teatrale? E' così che Daniele dà inizio a due dei suoi progetti più importanti: "...ten thousand miles!" e "Sipario".

Non è presunzione. Qui non si posseggono nè si offrono verità. C'è solo un sincero desiderio di comunicare al mondo che si è vivi.
E questa è una cosa che ciascuno di noi può fare e, molto spesso, fa già con la propria esistenza. La vita, si sà, è il teatro delle nostre azioni e noi, che di questa vita, siamo attori, comici e drammatici, possiamo esserne i musicisti e i cantori per scrivere un libro fatto di pure e semplici emozioni.

“Un saluto a tutti e non dimenticate mai di guardare la Luna!”


 

 

 

 

 

 

 

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